martedì 24 marzo 2026 - 16:40
La magistrale gestione delle sfide interne ed esterne da parte dell’Imam Martire

Il martire Imam Khamenei, forgiando un’unità incrollabile nel fronte interno e dimostrando una forte resistenza contro i nemici esterni, ha gestito efficacemente entrambi i fronti, preservando e proteggendo così l’Iran dalle minacce interne ed esterne.

Agenzia Hawzah News – L’Imam Martire, Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha dimostrato una notevole capacità nel gestire le sfide interne ed esterne affrontate dall’Iran. La sua leadership si è fondata sulla creazione di unità interna e sulla resistenza di fronte ai nemici esterni, bilanciando efficacemente questi due fronti cruciali.

Un tratto distintivo del suo stile oratorio, soprattutto in occasioni importanti e incontri con il popolo, era l’uso strategico di versetti coranici come introduzione ai suoi discorsi. Queste selezioni non erano casuali; erano profondamente connesse alle questioni del momento e ai temi centrali del discorso, fungendo da guida per il pubblico nella comprensione della situazione. In momenti critici, l’Imam recitava il versetto (48:4)

هُوَ الَّذِی أَنزَلَ السَّکِینَةَ فِی قُلُوبِ الْمُؤْمِنِینَ

“È Lui Colui che ha fatto scendere la calma nei cuori dei credenti”,

un riferimento alla calma concessa ai credenti dopo gli eventi difficili del trattato di pace di Hudaibiyya. Questo sottolineava che, seguendo l’esempio di quelle prove, anche le crisi e le tribolazioni del Paese avrebbero inevitabilmente lasciato il posto alla calma.

In un discorso del 3 giugno 2014, l’Imam recitò due versetti, ciascuno legato a una sfida fondamentale per la Rivoluzione Islamica. Il primo versetto (59:10),

رَبَّنَا اغْفِرْ لَنَا وَإِخْوَانِنَا الَّذِینَ سَبَقُونَا بِالْإِیمَانِ وَلَا تَجْعَلْ فِی قُلُوبِنَا غِلَّا لِلَّذِینَ آمَنُوا

“O nostro Signore, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede, e non mettere nei nostri cuori rancore verso coloro che credono…”,

sottolineava l’importanza di creare e rafforzare un’atmosfera di fratellanza, amore e unità nella società islamica. Ciò implica desiderare il bene non solo per sé stessi, ma per tutti i fratelli nella fede, purificando i cuori dall’odio e dall’invidia. Questo invito alla tolleranza non significava, tuttavia, ignorare deviazioni, violazioni legali o comportamenti non leciti, poiché altri versetti del Corano sottolineano la necessità di resistere agli oppressori e ai trasgressori.

Il secondo versetto, una preghiera di Mosè (pace su di lui) contro Faraone, metteva in guardia contro l’arroganza e l’ostinazione, incarnate in quel periodo dagli Stati Uniti. L’Imam ha identificato gli Stati Uniti come l’equivalente moderno di Faraone, che, con la sua ricchezza e influenza, cerca di dominare gli altri paesi e rifiuta di riconoscere la verità e la giustizia. Nel corso dei quattro decenni passati, gli Stati Uniti hanno intrapreso una serie di complotti contro l’Iran, tra cui il sostegno a Saddam durante la guerra imposta, tentativi di colpi di stato, sanzioni oppressive, sostegno a fomentatori interni, guerre mediatiche e assassinio di scienziati iraniani.

In sintesi, l’Imam ha offerto una chiara tabella di marcia per la Rivoluzione: l’unità interna e la fratellanza per affrontare le divisioni interne, e la perseveranza e la resistenza contro l’oppressione per contrastare le ostilità della tirannia globale. Questi insegnamenti continuano a illuminare il cammino futuro.

A cura di Mostafa Milani Amin

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